Grande protagonista
Grande protagonista (Keystone)

Marco Sturm ha solo sfiorato il miracolo

Il coach della Germania è stato il personaggio del torneo di hockey maschile

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Dall’inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani

L’oro nell’hockey maschile è andato ai principali favoriti, gli Atleti Olimpici dalla Russia (OAR), che però in finale hanno davvero dovuto sudare a fondo per aver ragione della soprendente ed orgogliosa Germania. Alla fine ha trionfato chi ha preso più sul serio i Giochi, visto che la KHL si è fermata per ben 33 giorni per lasciare spazio alle Olimpiadi. La NHL invece li ha snobbati, e così il Canada ha dovuto accontentarsi del bronzo e gli Stati Uniti sono usciti già nei quarti.

Il migliore: hanno vinto gli OAR, ma il personaggio di PyeongChang 2018 è Marco Sturm, coach della Germania che ha portato la sua squadra a 55” dal primo storico oro olimpico dopo i due bronzi vinti nel 1932 e nel 1976. Il 39enne è sulla panchina tedesca dal 2015 e vi è arrivato subito dopo aver messo termine ad una lunga carriera da giocatore che l’ha visto giostrare per una quindicina d’anni in NHL. Di lui in patria apprezzano soprattutto l’essere stato capace di ridare identità e orgoglio ad un gruppo che si era un po’ perso per strada dopo le esperienze con Köbi Kölliker e Pat Cortina.

La delusione: la Nazionale svizzera. Essere usciti al playoff contro la Germania brucia ancora, e il fatto che i tedeschi siano arrivati fino alla medaglia d’argento non può e non deve essere una scusa. Anzi, il rammarico è ancora più grosso, perché se la nostra squadra avesse mostrato lo stesso carattere dei tedeschi, al posto della Germania avremmo potuto esserci noi.

La sorpresa: ovviamente torniamo alla Germania. Alzi la mano chi ha pronosticato che i tedeschi avrebbero raggiunto la finale per la prima volta in 90 anni e che si sarebbero messi al collo la medaglia d’argento. Passata dal torneo di qualificazione di Riga, nel quale ha avuto la meglio solo all’ultimo sulla Lettonia, la squadra di Sturm ha cominciato male le Olimpiadi perdendo contro Finlandia e Svezia, ma poi ha ritrovato il suo gioco fatto di tanto pattinaggio ed un powerplay efficace ed ha infilato la serie di vittorie contro Norvegia, Svizzera, Svezia e Canada che le hanno permesso di salire sul secondo gradino del podio.

 

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