dall'inviato a Méribel Luca Steens
La maggior parte di noi quando sente parlare di frassino pensa subito al paletto usato per uccidere i vampiri. Ai Mondiali di Courchevel-Méribel questo legno non è impiegato nel suo senso purificatore ma per onorare con il suo colore bianco, che ha sempre affascinato l'uomo per la sua purezza, chi si è distinto nelle gare. Un trofeo creato a partire da questo tipo di albero presente in Savoia è infatti consegnato ai primi sei delle gare iridate. L'organizzazione, che ha puntato parecchio sulla sostenibilità e la produzione locale, ha affidato a una coppia di Montagny titolare di una piccolo atélier (Bois&Scie) specializzato in trofei e prodotti di design in legno la realizzazione di queste opere.
Matthieu Bois, nonostante un nome che sembra una garanzia, si è lanciato in questa avventura solo dopo il 2018, lasciando il suo lavoro precedente per far diventare la sua passione per il legno un mestiere. Dapprima ha realizzato i trofei per la Coppa del Mondo di telemark che aveva fatto tappa da queste parti, poi con Marie Sofys ha aperto una bottega che crea anche pezzi unici di arredamento e non solo premi. Il loro motto d'altronde è chiaro: "Tutto quello che non fa un falegname".
Due artisti del legno che così spiegano la loro creazione per i Mondiali: "In alto si vede il profilo delle nostre montagne viste da Méribel, sotto da Courchevel". Tutte le scritte sono realizzate con il laser, quelle standard preparate a casa, mentre il tocco finale con il nome del premiato avviene direttamente nell'area d'arrivo delle gare: "Al momento di scrivere sul computer il nome dell'atleta, c'è sempre un pochino di tensione. Ma finora non abbiamo mai sbagliato", hanno risposto i sorridenti Marie e Matthieu.

Mondiali, come si preparano i trofei (15.02.2023)
RSI Sport 15.02.2023, 18:48


