Nostalgicamente vengono smontati i luoghi della festa sia in paese sia nei pressi della stazione di Wengernalp, dove si staglia, desolatamente vuota, la Girmschbiel, la collina che sabato è stata popolata da oltre 10’000 persone. È domenica, i bagordi sono proseguiti fino all’una abbondante, ma già dalle prime luci del mattino la protezione civile e tutti gli addetti ai lavori sono all’opera per staccare striscioni, spostare transenne, smontare stand e capannoni. Sembra proprio la fine, ma non è così.
In paese diversi tifosi prendono la strada che porta alla zona dell’arrivo. Altri salgono sul treno diretto alla Kleine-Scheidegg, scendono alla stazione dell’Allmend e raggiungono così la partenza dello slalom. Sì, da lì si sviluppa la pista del Männlichen e tutto è pronto per la gara che, come da tradizione, mette fine al weekend del Lauberhorn. Sono arrivati per Loïc Meillard, per Tanguy Nef, per Luca Aerni o Daniel Yule, in diversi simpatizzano come ad Adelboden per Lucas Pinheiro Braathen. Sono in tanti, non la folla oceanica che caratterizza il sabato di Wengen, ma comunque creano un bell’ambiente soprattutto nella zona attorno al traguardo e alla fine vibreranno soprattutto per l’invitato a sorpresa Matthias Iten.
Partito per ottavo sul secondo tracciato, il 26enne fa un’ottima manche ma nessuno si può immaginare che alla fine risulterà la migliore. E quindi inizia un gioco un po’ perverso. Il mondo dello sci – e il suo pubblico – è tradizionalmente molto sportivo e regala applausi ad ogni atleta che taglia il traguardo. Ma in questo caso, l’ovazione riservata ai 17 battuti da Iten è stata davvero esagerata e lo speaker ha saputo giocarci dentro molto bene rivolgendosi di volta in volta al pubblico, dicendogli di fare un applauso anche per lo sciatore che ha appena concluso la sua prova, e agli stessi atleti, chiedendo loro di capire la felicità dei tifosi di casa. Insomma, una bella storia con un contorno piuttosto divertente. Dall’altra parte c’è invece la delusione di Loïc Meillard, scuro in volto più per aver sciato decisamente male nella seconda manche, piuttosto che per il podio mancato. Un podio su cui sono saliti, per il secondo anno consecutivo, tre rappresentanti della scuola norvegese con l’ormai esotico Braathen a sostituire Haugan, McGrath a bissare il successo del 2025 e Kristoffersen ad arrivare per la 100a volta in carriera tra i primi tre, nove delle quali proprio nello slalom di Wengen. Sembra proprio che al Nord apprezzino e parecchio la pista stretta, ondulata e immersa nel bosco che si sviluppa all’ombra della Jungfrau.

S U Wengen, il servizio sulla gara (La Domenica Sportiva 18.01.2026)
RSI Sport 18.01.2026, 16:13
S U Wengen, la seconda manche di Matthias Iten (LA2 Sport Live 18.01.2026, 12h50)
RSI Sport 18.01.2026, 13:29





