SCI - COPPA DEL MONDO

Ovunque si parta, il Lauberhorn resta nelle mani di Odermatt

Grande prova di tutta la squadra, ma la menzione d’onore va a Franzoni

  • Un'ora fa
Comunque sempre dominanti

Comunque sempre dominanti

  • Reuters
Di: Federico Fiorito, inviato

La Svizzera ha rimesso la propria bandierina sul gradino più alto del podio qui a Wengen. O meglio, Odermatt ha rimesso la bandierina svizzera sulla vetta del podio per la quarta volta consecutiva, dimostrando che dopo quel primo successo in discesa nel 2024 - arrivato proprio sul Lauberhorn - il feeling con la pista all’ombra di Eiger, Jungfrau e Mönch è rimasto immutato. E poco importa se ieri si è dovuto accontentare del quarto posto. Dal 2022, anno in cui vinse il super G, il nidvaldese è salito sul podio di Wengen ben 9 volte (3 in super G, 6 in discesa) e qui ha dunque ottenuto cinque delle sue 52 vittorie, che lo proiettano a sole due lunghezze dal terzo posto di tutti i tempi - tra gli uomini - di Hermann Maier (davanti ci sono poi Marcel Hirscher a 67 e Ingemar Stenmark a 86).

Come ad Adelboden il 28enne è stato più forte dei capricci del tempo. A causa delle forti folate nella parte alta, la partenza è infatti stata abbassata non a quella del super G, ma addirittura all’Hundschopf, da dove, dal 2024 ad oggi, Odi non era mai partito. Sono venuti a mancare i passaggi chiave della prima parte di pista, la Minsch-Kante e il Canadian Corner sono risultati poco determinanti - suscitando anche un po’ meno entusiasmo del solito da parte dei 15’000 che hanno popolato la Griemschbiel - e allora la pulizia ritrovata sulla S-Kernen è stata decisiva e il vantaggio sulla concorrenza è progressivamente aumentato fino all’impietoso 0”79 finale. E su 1’33”14 di gara non è cosa da poco. Solo Alexis Monney ha fatto leggermente meglio di Odermatt negli ultimi due settori di pista, per il resto il dominio è stato assoluto. E di dominio si può parlare anche per la squadra rossocrociata - anche se ultimamente ci siamo abituati alle doppiette - con tre svizzeri tra i primi cinque e cinque tra i primi 15. E questo risultato smorza un po’ il fatto che ieri, per la prima volta da dieci anni a questa parte, una gara di velocità a Wengen non si è chiusa con almeno un elvetico in una delle prime prime due posizioni del podio.

E a proposito di podio, lo ha ritrovato nella discesa di Wengen Vincent Kriechmayr che si impose nel 2019 e nel 2022 e si piazzò secondo, ma in super G, lo scorso anno. Ma la vera menzione d’onore va certamente a Giovanni Franzoni che, dopo il clamoroso successo di ieri, ha “scippato” il terzo posto all’altro grande atteso Franjo von Allmen. Il 13 gennaio del 2023 il 24enne italiano aveva avuto - proprio sul Lauberhorn - una brusca interruzione della propria ascesa nello sci che conta. Due tendini rotti per un’uscita di pista sul Canadian Corner, un intervento chirurgico e la lunga riabilitazione. Colpito dalla tragica morte di Matteo Franzoso, a cui era molto legato e a cui ha dedicato il primo podio ottenuto in Val Gardena in dicembre, il talento bresciano ha trovato tre anni dopo la giusta consacrazione. Proprio sulle nevi bernesi, proprio a Wengen, per ritornare sulla rampa di lancio della comunque ancora giovane carriera.

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02:25

D U Wengen, la gara di Marco Odermatt (LA2 Sport Live 17.01.2026, 12h25)

RSI Sport 17.01.2026, 12:48

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02:08

D U Wengen, la gara di Giovanni Franzoni (LA2 Sport Live 17.01.2026, 12h25)

RSI Sport 17.01.2026, 13:39

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02:41

D U Wengen, la gara di Franjo von Allmen (LA2 Sport Live 17.01.2026, 12h25)

RSI Sport 17.01.2026, 13:04

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04:14

D U Wengen, la premiazione (LA2 Sport Live 17.01.2026, 12h25)

RSI Sport 17.01.2026, 14:36

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