Urs Lehmann, presidente di Swiss-Ski, è contrariato
Urs Lehmann, presidente di Swiss-Ski, è contrariato (rsi.ch)

"Kriechmayr ha meritato, ma manca chiarezza"

I protagonisti del Laubernhorn se la prendono più con la FIS che con l'austriaco

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La polemica è nata ieri un po' in sordina perché Vincent Kriechmayr nella discesa accorciata di Wengen è arrivato solo 12o. Ma oggi con l'austriaco ad imporsi sul tracciato completo del Lauberhorn, precedendo Beat Feuz e lasciando fuori dal podio Marco Odermatt, le voci critiche si sono levate più potenti come si sarebbero alzate in caso di infortunio dell'atleta austriaco. Alla base della polemica il permesso speciale ricevuto dal 30enne, dopo una prova farsa, di partecipare alle due libere senza avere disputato almeno una dei due allenamenti cronometrati ufficiali. Kriechmayr non aveva potuto essere al via martedì e mercoledì in quanto in quarantena...

Il diretto interessato ha così risposto, con un po' di imbarazzo: "Ho chiesto ai miei colleghi se per loro andasse bene che io fossi al via. Da Feuz a Paris, passando per Odermatt, mi hanno detto che a livello sportivo andava bene. Allora posso capire che ci sia qualcuno che storce il naso, ma quello che conta per me è il parere degli altri sciatori".

La FIS ha delle regole che non avrebbero permesso questo. A livello sportivo ci stava la sua partecipazione. Certo lui aveva più energia, però bisogna pure dire che non ci sono molti atleti che con una preparazione non ottimale, 8 ore di macchina il giorno prima arrivano qui e vincono. Tanto di cappello Beat Feuz

Urs Lehmann, presidente di Swiss-Ski, si è invece espresso così: "Quello che ha fatto Vincent è una grande gara, e ha meritato. La FIS ha cambiato le regole in un senso che non si è mai visto, senza trattare tutti gli atleti nella stessa maniera. Anche noi avevamo degli atleti nella sua stessa condizione, ma non hanno potuto gareggiare. Si devono avere delle regole, e seguirle dall'inizio alla fine. Questa situazione apre le porte a fare un po' quello che si vuole, come non si fa in un gioco. È una situazione almeno grigia...".

 

 

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