Sci - Coppa del mondo

Un tripudio atteso ma non scontato per fondersi e diventare AdelbOdi

Il pubblico è qui per lui e Odermatt riscrive la storia del Chuenisbärgli

  • Ieri, 16:36
  • Ieri, 17:09
Trascinato e acclamato dai tifosi

Trascinato e acclamato dai tifosi

  • Keystone
Di: Federico Fiorito, inviato

Sono arrivati solo per lui. Certo, il gigante di Adelboden è una corsa mitica di per sé, la più difficile del Circo Bianco per la specialità da quando esiste la Coppa del Mondo. Certo, tutti quanti hanno ricevuto una degna ovazione, una volta passato l’arco dello chalet e messo il muso in cima al muro. Ma la sensazione è che le migliaia di persone che hanno affrontato un tempo non proprio da scampagnata - con una nevicata più o meno copiosa e incessante durante tutta la giornata - siano arrivate fin qui solo per vedere Marco Odermatt scrivere una nuova pagina della storia dello sci. Sul Chuenisbärgli ha eguagliato il record di successi della leggenda Ingemar Stenmark, ma è stato il primo in assoluto a vincere per cinque volte di fila.

Più forte delle condizioni avverse. Più forte di neve e scarsa visibilità. Più forte di tutta la concorrenza. Si potrebbe dire imbattibile, almeno oggi, almeno da cinque anni a questa parte. Il Re ha posto le basi per calare il pokerissimo durante una prima manche dominata nonostante una piccola esitazione ed ha poi amministrato il vantaggio su Lucas Pinheiro Braathen durante la seconda. Detto così sembra banale, scontato, quasi noioso. Una lunga attesa per vedere un risultato già scritto. E invece la grandissima rimonta dello statunitense River Radamus, risalito dalla 30a alla 7a posizione e scalzato dalla leadership provvisoria dal nostro Loïc Meillard, e la lotta che hanno dovuto affrontare i successivi nove atleti presentantisi al cancelletto di partenza (solo in cinque arriveranno davanti al romando) ha fatto salire il pathos nel pubblico assiepato sulle tribune e nell’area attorno all’arrivo.

Kristoffersen (8o sul primo tracciato) è il primo ad andare davanti al 29enne vallesano. Poi erroraccio di Alex Vinatzer, uscita di Marco Schwarz (non uno qualsiasi) e controprestazione di Joshua Sturm (quinto al mattino). E in un amen si arriva agli ultimi quattro. La nevicata diventa sempre più fitta e abbondante, la pista regge, ma le condizioni di visibilità sono progressivamente peggiorate. Già River ha guadagnato una sfracca di posizioni, perché non dovrebbe riuscirci anche Kristoffersen? Si instilla il dubbio, sale la tensione e con essa il fragore del pubblico. Il primo a battere il norvegese è Leo Anguenot - che conquisterà un secondo podio di prestigio dopo quello ottenuto in Alta Badia la scorsa stagione - Pinheiro Braathen pone l’asticella ancora più in alto. E si arriva ad Odi. I campanacci cominciano a suonare all’uscita dal cancelletto e l’ovazione sale ad ogni intertempo colorato di verde, infine il tripudio all’entrata del muro e l’apoteosi al traguardo. Stesso tempo di manche (il terzo) del brasiliano, vantaggio di 49 centesimi conservato, Odermatt può finalmente scrivere una bellissima pagina di storia e mettere il suo nome per sempre al fianco del gigante più impegnativo e mitico del Circo Bianco, al fianco di quello di Adelboden, anzi... AdelbOdi.

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G U Adelboden, il servizio sulla gara (Sportsera 10.01.2026)

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G U Adelboden, l'intervista a Marco Odermatt (LA Sport Live 10.01.2026, 13h25)

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