dall'inviato a PyeongChang Marcello Ierace
Fino all'ultimo, fino all'ultima giornata di gare sono rimasti in corsa per un posto in semifinale. Ma una sconfitta di troppo è costata cara al team rossocrociato di curling, capitanato dallo skip Felix Wagner. Un ko di misura come quello rimediato contro la Corea del Sud, in cui è risultato fatale un sesto end da tre punti per la formazione di casa. E proprio a margine di quel match, uno degli eventi più seguiti in assoluto di tutte queste Paralimpiadi di PyeongChang, abbiamo incontrato Claudia Hüttenmoser, che della formazione elvetica è l'unica ad aver già assaporato il dolce gusto dei Giochi, avendo partecipato anche a quelli di Vancouver 2010.
Otto anni, in cui il curling in carrozzina è cresciuto in maniera davvero importante. "Il movimento ha subito un totale cambiamento - ci conferma la stessa Hüttenmoser - È diventato decisamente più professionale e noi ci alleniamo molto di più, anche in estate, fuori dal ghiaccio, lavorando sulla condizione fisica, sulla forza. Investiamo dunque molto tempo per la preparazione".
"In questi otto anni il curling in carrozzina è estremamente cresciuto"
Claudia Hüttenmoser
Cinquant'anni, madre di due figli, ex giocatrice di pallavolo, Claudia Hüttenmoser ha perso la mobilità alle gambe a seguito di un incidente automobilistico. La disabilità non ha però minimamente scalfito la sua vitalità e lei ha così continuato a lavorare e a fare sport, tanto sport, fino a venti ore di attività a settimana tra curling, handcycling e golf. Un impegno che porta avanti anche grazie al costante sostegno della famiglia. "I miei figli ora sono cresciuti, sono adulti ormai - racconta l'atleta sangallese - E poi mio marito è fantastico. È con me anche qui in Corea e ci sta sostenendo a gran voce. In ogni caso ho anche tanto sostegno da parte dei miei genitori, senza i quali non potrei fare tutte queste cose".
Paralimpiadi 2018, l'intervista a Claudia Hüttenmoser (16.03.2018)
RSI Sport 16.03.2018, 05:16


