L'atleta di Stabio al Villaggio Paralimpico
L'atleta di Stabio al Villaggio Paralimpico (rsi.ch)

Murat Pelit, quattro sfide e un sogno

Il ticinese in gara da domenica alle Paralimpiadi di PyeongChang

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dall'inviato a PyeongChang Marcello Ierace

Un bel sospiro, rilassati e riparti. È arrivato tutto come un ciclone di emozioni, un'esperienza totalizzante, non facile da gestire. "Quando sono arrivato qui ero emozionatissimo, non capivo più niente. Ora va un po' meglio, sto prendendo le misure della situazione, diciamo". Murat Pelit è un tipo solare, dall'entusiasmo travolgente, già di suo, nella semplice quotidianità. Immaginiamoci come può essere il suo stato d'animo trovandosi qui a PyeongChang, come unico ticinese, alle sue prime Paralimpiadi.

"Volevo portare il Ticino alle Paralimpiadi: all'inizio era quasi uno scherzo, adesso però è realtà, e ancora non ci credo" Murat Pelit

Ad ogni modo per lui non ci saranno - come non ci sono mai state - mezze misure. "Ora mi godo il momento, ma poi da domenica ci si concentra solo sulle gare e lì darò tutto". L'atleta di Stabio, che giovedì festeggerà il suo 36o compleanno proprio in Corea, sarà impegnato nella prossima settimana in quattro gare: domenica 11 marzo c'è il super G, martedì la supercombinata, mercoledì lo slalom e sabato 17 il gigante. Tutte gare che la RSI trasmetterà in diretta streaming a partire dalle 01h30, ora svizzera.

"Lo sport per me è stata una medicina: mi ha tolto il dolore, mi ha aiutato a divertirmi e mi ha aperto un mondo fantastico" Murat Pelit

Però niente discesa... "E questo mi fa impazzire - ci racconta Murat Pelit, che abbiamo incontrato al Villaggio Paralimpico - Non tanto perché avrei potuto fare chissà che risultato, ma per l'adrenalina che ti sa dare solo discesa". Una brutta caduta un paio di mesi fa gli ha prodotto una frattura al polso sinistro con relativa operazione e una placca di titanio in regalo. Gli allenatori l'hanno così invitato caldamente ad evitare almeno la prova più veloce. "In effetti dopo un po' di allenamenti già sento un po' di fastidio... Però non sarà un problema in gara. In quei momenti non sento nulla". Perché Murat è così, uno che con grande candore dice di aver sempre affrontato la sua disabilità con allegria, "a dirla tutta non me n'è mai fregato molto, la vita va avanti e le cose positive sono così tante al mondo che aspettano solo di essere prese". E allora vai Murat, vai a prenderti questa medaglia.

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