dal nostro inviato a Beaver Creek Luca Steens
Tutto il mondo è paese, ogni popolo con le sue stranezze e le sue abitudini. Per un europeo che si reca in visita per lavoro o piacere negli Stati Uniti, saltano subito all’occhio le grandi e piccole differenze che distinguono i due stili di vita. Come a ogni viaggio oltre Atlantico, anche questa volta in Colorado la prima cosa che colpisce è l’accoglienza verso l’ospite del popolo americano. Un esempio su tutti: le signore che all’entrata del ristorante sulle piste che ti offrono un fazzoletto.
“Attaccare bottone” per gli statunitensi è uno sport nazionale, e ti raccontano vita, morte e miracoli. Tanti particolari svelati a uno sconosciuto che fanno da contraltare alla loro maniacale attenzione per la sicurezza. Controlli e regole dettano il ritmo anche qui ai mondiali di Vail/Beaver Creek, come succede negli aeroporti e in tutti gli eventi maggiori che riuniscono le folle. Il controllo dell’accreddito e delle borse è inevitabile appena si fanno due passi, ed ha il suo culmine nella sala stampa, dove si rischia di trovare tre volontari predisposti a questo compito nel giro di tre metri (e sono veramente 3m!).
Come potete vedere nella galleria fotografica qui sotto, le stranezze (per noi) dei padroni di casa si estendono pure ai veicoli, ai cartelli (che pur avendo l’aria severa fanno pure sorridere), e ai tifosi, diversi dei quali sentono il bisogno di farsi notare in ogni maniera in stile carnevale, che quindi non ci manca più di quel tanto…
Le foto particolari


