Dall'inviato a Ginevra Marcello Ierace
In questi giorni a Ginevra si sta vivendo un momento storico. Non tanto in campo, quanto subito dietro le tribune del Palexpo. Per l'ultima volta, almeno durante una partita di Coppa Davis, la Svizzera potrà infatti esporre la tanto ambita Insalatiera. Il gigantesco trofeo, che i detentori hanno il diritto di sfoggiare durante l'anno successivo alla sua conquista, passerà inevitabilmente di mano.
Andrà a Londra, probailmente, o forse Buenos Aires, magari in Australia, difficilmente in Belgio. Ma certo non più entro i confini della nostra Elvezia, entro cui la Coppa ha girato in lungo in largo, facendo anche tappa in Ticino. E c'è seriamente da chiedersi quando e se mai vi farà ritorno. Le parole sentite in questi giorni non lasciano presagire nulla di buono. La presenza delle nostre due stelle in futuro è sempre più improbabile - anche per una semplice questione anagrafica - e quell'"una l'abbiamo vinta" è stato ripetuto troppe volte per mantener vivo il lume della speranza.
Dietro Roger e Stan, poi, c'è davvero poco, pochissimo, praticamente nulla. All'orizzonte non si vede nessuno che possa permettere alla Svizzera non solo di tentare l'assalto alla Coppa, ma nemmeno di riuscire a mantenere un posto nel Gruppo Mondiale. Insomma, se si voleva vincerla ancora, questo era l'anno giusto. Ma è andata come è andata. E allora accontentiamoci delle foto ricordo.
La Svizzera saluta la Coppa Davis








