dall'inviato a Lilla Marcello Ierace
Sarà che i francesi, campioni del mondo di calcio e con nove Insalatiere già in bacheca, sono abituati a vincere e quindi hanno un po’ meno fame di gloria. Sarà forse che questi novelli Quattro Moschettieri abitano tutti in Svizzera (Benneteau a Ginevra, Gasquet a Neuchâtel, Tsonga a Gingins e Monfils a Trélex, entrambe località nel Canton Vaud) e quindi questa situazione probabilmente unica nella storia della Davis, con tutti gli sfidanti residenti nel medesimo paese, ha creato un po’ di confusione. Sia quel che sia, sta di fatto che nella prima giornata di match gli scarsi tremila tifosi rossocrociati (un decimo del totale dei presenti allo Stade Pierre-Mauroy) si sono fatti sentire ben più degli oltre 24'000 Bleus.
“La situazione è stata quantomeno strana – ha ammesso pure Jo-Wilfried Tsonga dopo la prima partita – Già alla presentazione delle squadre, si è sentito più tifo per Stan e Roger che per noi. E in generale si sono sentiti più gli svizzeri che i nostri tifosi. È sconcertante. Ad un certo punto c’è anche stata una discussione in campo tra me e Wawrinka, i tifosi svizzeri mi hanno fischiato e nessuno dei nostri ha risposto… Non è il massimo sentirsi fischiato nel proprio paese”.
La situazione, va detto, è leggermente migliorata nel secondo match. Vuoi che le cose si sono messe subito bene per loro, vuoi che Monfils è personaggio indubbiamente più empatico e coinvolgente rispetto a Tsonga, i transalpini hanno alzato un po’ più la voce. Ma ben lungi dalla bolgia che ci si immaginava potesse riservare agli elvetici lo stadio di Lilla. Bene così, sia chiaro. Anche se c’è da credere che sabato per il doppio la situazione sarà un tantino diversa.
Tsonga parla dei tifosi francesi (21.11.2014)
RSI Sport 22.11.2014, 00:19
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La sfida a colpi di tifo
RSI Sport 21.11.2014, 17:26








