dall'inviato a Lilla Marcello Ierace
Siamo nelle mani di Roger Federer. Lo dicono anche i numeri. Che poi dicono tutto e niente. Perché storicamente siamo una vittima sacrificale della Francia, che ci ha fatto fuori dieci volte su dodici. La prima volta nel 1923 con il punto decisivo del moschettiere Cochet contro Aeschlimann: una vittoria alla quale ne sono poi seguite altre sette consecutive per i transalpini nei restanti settant’anni. Fino al 1992 e a quello storico successo di Nîmes in semifinale, che regalò alla Svizzera la prima finale di Coppa Davis della storia. Il secondo acuto elvetico è tutto firmato King Roger, nei quarti di finale a Tolosa del 2003, con l’allora giovane basilese che si prese i due singolari contro Escudé e Santoro, battendoli anche nel doppio in coppia con Rosset. Quindi grazie Roger.
E anche i bilanci negli scontri diretti (almeno per la prima giornata), ci regalano tante certezze da parte renana ma qualche patema sul lato vodese. Federer, contro Monfils, suo primo avversario qui a Lille, vanta un bell’8-2 con due vittorie proprio quest’anno, a Cincinnati e agli US Open. Mentre Wawrinka è sotto 3-2 contro Tsonga, anche se l’ultima sfida, nel 2013 sulla terra di Madrid, è andata a Stan.
Le cifre parlano però solo del passato – magari anche recente – e non tengono conto dell’attuale momento d’oro del tennis elvetico, nettamente superiore, almeno in termini di risultati, rispetto a quello francese. E allora pensiamo al presente e agli attesissimi match del Pierre-Mauroy. Si inizia alle 14h00 con Tsonga-Wawrinka e, a seguire, spazio a Monfils-Federer. Naturalmente in diretta su LA2 e rsi.ch/streamingsport.
Il servizio con Severin Lüthi (Rete Uno Sport 21.11.2014, 07h30)
RSI Sport 21.11.2014, 08:11
Contenuto audio
La festa prima delle partite








