dall'inviato a Parigi Ivan Zippilli
Nel 1966 Sir Frank Williams decise di fondare la "Frank Williams Racing Cars" che di lì a un decennio diventò nel 1977 "Williams Grand Prix Engineering" in F1, poi nota semplicemente come Williams. Ci volle poco tempo perché la scuderia britannica arrivasse a lottare alla pari con Tyrrell, Brabham, Renault, Lotus, Ferrari e McLaren e a vincere le prime corse (la prima a Silverstone con il nostro Clay Regazzoni). I titoli mondiali non tardarono: il primo fu nel 1980, ne seguirono molti altri fino al 1997. Le Williams allora erano le monoposto.
Il 26 giugno 1980, tre giorni prima che Alan Jones sfrecciasse davanti a tutti sul traguardo del Gran Prix di Francia, nasceva da Richard e, soprattutto, da Oracene una bella bimba che i due decisero di chiamare Venus. È la quarta figlia della coppia che, poco più di un anno dopo (nei tempi più stretti che la natura conceda), coccolerà anche la quinta, Serena. Frank Williams passava il tempo a festeggiare i successi della sua scuderia, mentre Richard stava riuscendo nell’intento visionario di creare la propria famigliare “scuderia” tennistica.
Le due bambine, a differenza delle sorelle maggiori, promettono da subito bene. Vengono seguite in modo onnipresente dal babbo sui campi e dalla mamma per il resto delle necessità. La famiglia si sposta, si passa dalle accademie al coaching paterno, dai primi insegnamenti rudimentali ai tornei giovanili che vedono sfrecciare Venus e Serena al doppio della velocità rispetto alle coetanee. Fisicamente sono più pronte e la loro potenza è sopra la media. Presto saranno in grado di entrare nel tennis internazionale, dominato da Steffi Graf e Monica Seles e pronto all’arrivo di Martina Hingis. Proprio la ragazzina elvetica non sa ancora quanto dovrà temere il loro avvento.
Nei primi anni ’90 Frank Williams sbaragliava la concorrenza, riuscendo persino a far vincere un Mondiale a quel matto di Nigel Mansell, mentre Serena e Venus si stufavano di dominare a tennis contro delle teenager. Damon Hill nel 1996 e Jacques Villeneuve nel 1997 chiusero infine l’epoca d’oro della Williams su 4 ruote. Il passaggio del testimone era imminente. Nel settembre del 1997 Venus centra a 17 anni una sorprendentissima finale agli US Open e perde da Martina Hingis. Da quel giorno il tennis non sarà più lo stesso e le “Williams”, con buona pace di Frank, saranno d’ora in poi le “sorelle W” (imbattibili anche in doppio).
Venus vincerà in totale 7 slam, di cui 5 Wimbledon, ma la sorella minore di cui si diceva un gran bene piomba come un tornado sul circuito e, dopo un estemporaneo e precoce US Open conquistato a 18 anni (batte Hingis), avvia nel 2002 il suo regno, che, fra saliscendi, crolli e altrettanto eclatanti risalite, tocca i 21 major ed entra nella storia. Serena ottiene due volte i 4 slam consecutivi in anni diversi, arrivando all’incredibile 2015, in cui, 34enne, si lascia sfuggire un filotto storico già in mano. La “sorellina” sembra crollare per la delusione, ma si rimette in piedi e reagisce. Il risultato è che ancora oggi bisogna fare i conti con lei e, seppur con un po’ meno di paura, con Venus. Il tempo delle “Williams” con la racchetta non è ancora finito. Chissà se Frank, per consolarsi un po’, dai box ogni tanto ne sbircia le partite.









