Théry Schir non è riuscito ad andare all'assalto delle medaglie nell'omnium, specialità del ciclismo su pista. Sull'ovale di Izu il vodese ha chiuso al settimo posto - conquistando pertanto quantomeno un diploma olimpico - una gara vinta dal britannico Matthew Walls. L'argento è andato al neozelandese Campbell Stewart, mentre il bronzo se l'è preso l'italiano Elia Viviani, oro a Rio 2016.
Già argento in questa specialità ai Giochi Europei di Minsk nel 2019, il 28enne losannese ha un po' faticato nello scratch, la prima delle quattro prove, recuperando però alla grande nelle successive manche, cogliendo un quarto rango nella gara a tempo e il terzo posto in quella ad eliminazione. Arrivato fino alla quarta posizione nella classifica generale a 12 punti dal podio, nella conclusiva e decisiva gara a punti, il rossocrociato non è però riuscito a fare il balzo decisivo in avanti, finendo invece per scivolare indietro in graduatoria.
In ambito femminile, nella prova femminile del keirin, si è imposta l'olandese Shanne Braspennincx davanti alla neozelandese Ellesse Andrews e alla canadese Lauriane Genest.

