Giochi amari per gli elvetici
Giochi amari per gli elvetici (Keystone)

I cavalieri rossocrociati restano a mani vuote

Niente medaglie per Martin Fuchs, mentre Beat Mändli non ha concluso la finale

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

L'equitazione che storicamente ha sempre portato gioie - e medaglie - ai colori rossocrociati nel salto, in queste Olimpiadi di Tokyo ci sta per contro offrendo quasi solo delusioni. Dopo l'uscita di scena piuttosto clamorosa ieri, già in fase di qualificazione, di Steve Guerdat, anche nella finale di oggi i due cavalieri elvetici rimasti in corsa non sono riusciti ad avvicinarsi al podio. Ha infatti mancato l'assalto alle medaglie Martin Fuchs, numero due del ranking mondiale, il quale, in sella a Clooney 51, ha abbattuto gli ultimi due ostacoli, accumulando otto punti di penalità e restando così fuori dal barrage. Non ha nemmeno concluso la prova Beat Mändli, il quale ha preferito fermarsi, con la sua Dsarie in chiara difficoltà, quando mancavano due ostacoli al termine del percorso e dopo aver già preso 12 punti di penalità.

Ad imporsi e a conquistare il titolo olimpico è poi stato il britannico Ben Maher, davanti allo svedese Peder Fredricson e all'olandese Maikel van der Vleuten. Per contro, il team svizzero guidato da Michel Sorg cercherà a questo punto di rifarsi nel concorso a squadre in programma venerdì (con le qualificazioni) e sabato (finale).

 
 
 
 
Condividi