Stupore e tremori - Amélie Nothomb

Un romanzo che offre l’occasione di riflettere su molte tematiche: il mondo del lavoro, il ruolo della donna nella gerarchia aziendale, il confronto tra Giappone ed Europa.

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Mi chiamo Coralie, studio Lingua, letteratura e civiltà italiana presso l’Università della Svizzera italiana e nel corso dei miei studi ho avuto l’occasione di seguire anche delle lezioni di letteratura francese, che mi hanno permesso di scoprire il libro di cui vi parlo oggi: Stupore e tremori, dell’autrice belga Amélie Nothomb, pubblicato per la prima volta in francese nel 1999 dal gruppo editoriale indipendente Albin Michel, in italiano è invece stato pubblicato nel 2000 dalla casa editrice Voland, con la traduzione di Biancamaria Bruno.

Prima di riassumere la trama del romanzo è indispensabile parlare della sua eccentrica autrice, Amélie Nothomb, pseudonimo di Fabienne Claire Nothomb. La scrittrice è originaria del Belgio, ma, essendo figlia di un ambasciatore, è cresciuta viaggiando in tutto il mondo. Il suo vissuto entra spesso nei suoi romanzi, che hanno un’importante componente autobiografica, malgrado ciò i testi non vengono mai presentati come storie vere, ma come semplici romanzi scritti in prima persona. L’autrice ha creato un suo alterego, Amélie, con la quale firma le sue pubblicazioni. La cosa particolare è che non ha creato solo un finto nome con il quale pubblicare, ma anche una data e un luogo di nascita fittizi. Avrete ormai capito come mai si parla di un’autrice eccentrica (se voleste togliervi ogni dubbio vi consiglio di cercare una sua foto durante le conferenze, renderà tutto più chiaro!).

Stupore e tremori rientra nella serie di romanzi autobiografici pubblicati da Nothomb; la protagonista del romanzo si chiama Amélie e trascorre, come ha fatto l’autrice, un anno in Giappone per lavorare come traduttrice presso una compagnia che si occupa di importazioni ed esportazioni tra il Giappone e l’Europa. L’iniziale entusiasmo della protagonista viene però presto smorzato e dovrà scontrarsi con la durà realtà del mondo lavorativo nipponico.

Stupore e tremori di Amélie Nothomb racconta l’esperienza lavorativa in Giappone di Amélie, un’alterego dell’autrice. Nel corso del romanzo scopriamo che la protagonista ha origini europee, ma è nata in Giappone e decide di ritornarci in quanto vi si sente legata malgrado gli anni trascorsi all’estero. Carica di speranze e buona volontà inizia la sua esperienza lavorativa nel gennaio del 1990 per la compagnia Yumimoto, purtroppo però si rende conto in poco tempo che il suo entusiasmo e la voglia di dimostrare le sue capacità non sono apprezzate dai suoi superiori, che da lei si aspettano solamente che rispetti la rigida gerarchia della compagnia, senza prendere iniziative personali. Amélie entra in conflitto soprattutto con Fubuki, la sua diretta responsabile e una delle pochissime donne che lavora per la Yumimoto. Inizialmente Fubuki sembrava una delle poche persone gentili all’interno della compagnia, un giorno però Amélie viene avvicinata da un collega che chiede il suo aiuto per tradurre un documento per il Belgio (paese d’origine della protagonista). A noi probabilmente sembra tutto normale, ma non lo è per le rigide regole gerarchiche che vigono alla Yumimoto: infatti traducendo la documentazione Amélie scavalca molti colleghi, impiegati da prima di lei, e Fubuki decide di denunciarla alla dirigenza, non accettando che la nuova arrivata possa fare carriera in meno tempo e come meno fatica di quanto abbia fatto lei. Da questo momento la relazione tra le due donne diventa sempre più tesa; Fubuki costringe Amélie a fare dei lavori che la nuova arrivata non è in grado di svolgere, umiliandola costantemente e dicendole che è un’incapace. L’incarico finale assegnato alla protagonista è quello di responsabile dei bagni (il nome francese di Dame-pipi rende meglio l’idea).

Ho apprezzato molto Stupore e tremori in quanto offre l’occasione di riflettere su molte tematiche: il mondo del lavoro, il ruolo della donna nella gerarchia aziendale, il confronto tra Giappone ed Europa. Nothomb, grazie ai numerosi viaggi fatti è in grado di confrontare i due stili di vita senza però sbilanciarsi in giudizi di valore.

Il romanzo è scritto in prima persona, e questo rende difficile capire se la vicenda è interamente autobiografica o se ci siano degli elementi romanzati per rendere più avvincente la lettura.

Un grande pregio dell’autrice è la capacità di raccontare con molta ironia anche gli eventi più drammatici, proprio per questo la lettura del romanzo, malgrado i contenuti non proprio allegri, non risulta mai pesante, ma anzi è in grado di strappare un sorriso.

Si tratta sicuramente di uno stile di scrittura non convenzionale, che merita una possibilità perché potrà senza dubbio intrattenervi e farvi fare un viaggio in Giappone.

Ho letto il romanzo in lingua originale, e se  ne aveste l’occasione vi consiglio di fare lo stesso, in modo da poter apprezzare a pieno l’umorismo dell’autrice, in alternativa è possibile trovare la traduzione italiana di Stupore e tremori, di Amélie Nothomb, pubblicata da Voland nel 2000.