Nato nel 1968 come Premio Canevascini, il Premio RSI vuole contribuire a stimolare la produzione di documentari radiofonici, genere nel quale la RSI vanta una lunga e consolidata tradizione. In quasi mezzo secolo, ha laureato giornaliste, giornalisti, documentaristi e registi che si sono fatti un nome in questo ambito.
11 i lavori sottoposti alla Giuria - presieduta da Diana Segantini e composta da Lina Bertola, Aixa Andreetta e Vito Robbiani - per questa XVIII.esima edizione del Premio.
Ad imporsi è stato il documentario L’uomo sul treno, di Alessandro Bertellotti. Esso racconta la storia di un migrante che perde la vita alla Stazione di Balerna nel tentativo di attraversare il confine. Nella motivazione viene sottolineata “l'abilità nel dare spessore emotivo ad un fatto di cronaca, riaccendendo una speranza che non è più solo lontana, ma diventa condivisa e partecipata. Il documentario racchiude punti di vista e retroscena e riesce a penetrare nei cuori, a creare legami e a sottolineare l'essenza dell'essere umano”.
Il vincitore si aggiudica un premio di 5'000 CHF.
La Giuria ha anche assegnato due menzioni speciali: a Daniel Bilenko e Mauro Benzoni per Selfie-Autoritratti sonori allo specchio e a Matteo Severgnini per Imprenditori Svizzeri a Torino nel primo ‘900.
La cerimonia di premiazione, aperta al pubblico, avrà luogo martedì 5 giugno alle ore 19.00 allo Studio 2 RSI di Lugano Besso: dopo la proiezione del documentario vincitore è previsto un rinfresco.
