Da Freud alla più alta aspirazione personale, dal romanticismo ai disturbi del sonno, l’immaginario che accompagna la parola “sogno” è davvero eterogeneo, e nella nuova puntata di Cliché scopriamo che il passo tra “segui il tuo sogno” e vivere in un incubo è davvero breve, soprattutto guardando l’attualità. Per questo il mondo dei sogni è protagonista dell’ultima puntata di questa stagione.
Si parte dalla fisica quantistica, capace di trasformare la materia in scenari impensabili, tutto a partire dalla visione illuminata (e sognante) di scienziati fuori dagli schemi, come spiega la divulgatrice scientifica Gabriella Greison. Perché sì, molte grandi scoperte nascono, in ultima analisi, da menti dotate di una grandissima immaginazione e una altrettanto grande capacità di sognare.
La cronaca contemporanea invece deve fare i conti con i sogni del recente passato secondo il giornalista e scrittore Michele Serra, che confronta realtà concreta e sogni di ieri e di oggi. Serra riflette su cosa voleva dire avere un sogno e guardare al futuro per la sua generazione e cosa significa, invece, per i giovani d’oggi la cui capacità di sognare, tra tecnologia e demoralizzazione, sembra essere stata inibita. Partendo proprio dalla sua esperienza degli anni ’60 e ’70, il giornalista tocca anche il ruolo fondamentale che un “sogno comune” ha nel muovere la società e la politica con le sue correnti e le sue istituzioni.
Ma il sogno è anche l’ambizione che si realizza, come per il cestita Marco Belinelli, arrivato a giocare in NBA con il gotha del basket (e con tanto di tifo da parte del presidente Obama). Un tipo di sogno decisamente non facile, che deve superare ripetutamente diversi ostacoli, da quelli del corpo, come potenziali infortuni, a quelli mentali imposti da chi dice che non si ha la stoffa per conquistare il proprio sogno. Eppure, la storia del famoso cestista italiano, sbarcato oltreoceano da un piccolo paese nei dintorni di Bologna, dimostra come questi sogni si possono non solo conquistare ma possono continuare a crescere. Dall’arrivo in NBA all’incontro con degli dèi dell’Olimpo del basket come Kobe Bryant e Michael Jordan, fino alla vittoria di un titolo NBA, la carriera di Belinelli dimostra che non si smette mai di sognare e che anche quando si raggiunge la vetta c’è sempre spazio per un nuovo sogno.
E le altezze le conoscono bene anche gli acrobati del circo Knie che, durante lo spettacolo, portano il pubblico in un vero e proprio sogno ad occhi aperti. Tra salti mirabolanti ed acrobazie che sembrano sfidare le leggi della fisica, questi artisti mettono in scena spettacoli che paiono davvero usciti da un sogno. La lunga tradizione famigliare del circo Knie, infatti, da generazioni tramanda sogni e passioni che si realizzano in spettacoli per il pubblico di tutte le età.
Infine, la dimensione onirica si fa design con le creazioni di Fornasetti, icona famosa nel mondo, diventato brand da sogno grazie all’art director Barnaba Fornasetti che ha ereditato e amplificato la visione del padre, l’artista Piero Fornasetti. Attraverso il loro talento artistico per la decorazione, i due danno vita a scenari onirici imprimendoli – letteralmente – nel design di oggetti comuni, stanze e mobili.
Completano il percorso della puntata le letture dello scrittore Tommaso Soldini, le “Prove inconcludenti” dello Studio Hug e gli interventi musicali della DJ e musicista Yeelen.
La stagione di Cliché si chiude venerdì sera su LA 1 dopo Patti chiari, ma è possibile rivedere tutte le puntate precedenti sul Play RSI.
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