Da venerdì 6 marzo alle 22:15 su LA 1, torna Cliché con sei nuove puntate raccontate attraverso interviste, suggestioni inedite e documenti originali tratti dagli archivi RSI.
“In un’epoca di polarizzazioni, ci muoviamo nel cuore pulsante dell’immaginario tra i sentimenti che smuovono la contemporaneità e i più grandi tabù” – così Lorenzo Buccella, creatore e conduttore di Cliché, presenta la nuova stagione del programma. Porteremo in scena il tic-tac che scandisce la nostra contemporaneità, passando dal tabù della morte alle molteplici dimensioni del sogno, dalla velocità che investe tutto alla memoria che accompagna presente e futuro”.
La prima puntata si concentra su quella che sembra essere diventata una delle emozioni dominanti della contemporaneità: la “Rabbia”. Molto più di un’emozione primaria ma un segnale che il limite è stato superato. E nella reazione alla rabbia si trovano conseguenze che possono diventare anche strategia politica, come spiega il giornalista e direttore della Scuola di giornalismo della Svizzera Italiana, Roberto Antonini, mettendo a confronto personalità come quella di Donald Trump e Nelson Mandela, rapportate a un’attualità sempre più insoddisfatta e bisognosa di riscatto sociale.
Per la filosofa Maura Gancitano la rabbia esprime un bisogno di cambiamento. Quella femminile, in particolare, nasce da fattori culturali: quando diventa violenza o frustrazione, o quando viene repressa e nascosta, questo dipende da norme sociali ed educative, non da qualcosa di spontaneo.
Ma la rabbia passa anche dalla fisicità e dall’esplosione violenta, che deve essere gestita e controllata, come racconta l’ex campione del mondo di pugilato Ruby Belge. O nel caso della creazione artistica, dove l’espressione rabbiosa si fa arte, e con il maestro Diego Fasolis anche musica.
Lo scrittore Roberto Saviano dà spazio a una doppia voce della rabbia: pubblica e personale.
“È un capitolo enorme la mia rabbia”, dichiara con semplicità a vent’anni dall’uscita di Gomorra, il libro che gli cambiò la vita. C’è la rabbia sociale e di denuncia, che racconta nelle sue inchieste e nei suoi lavori, quella che viene controllata dai boss mafiosi e anche dalla politica come strumento di consenso, ma oggi c’è anche altro. “Ho avuto una rabbia giovanile che ho incanalato moltissimo nella scrittura, nell’indignazione politica – racconta nell’intervista a Buccella (disponibile anche in versione integrale sul sito web RSI) – ma adesso ho la rabbia di anni sprecati, di non aver saputo costruire una vita personale, tutelandomi”.
La stagione continua esplorando le diverse sfumature dei luoghi comuni che accompagnano il concetto di “Memoria”, tra ricordo personale e vissuto condiviso, tra storia e amarcord, quello di “Velocità” e di “Sogno”, come percezioni e declinazioni di un’interiorità che, volenti o meno, non possono che incidere sul reale. Si prosegue attraverso i grandi tabù, quello della “Morte”, appuntamento estremo per qualsiasi interpretazione sia questa fisiologica, filosofica o metaforica, e quello della “Follia”, nella sua molteplicità di significati.
Ad accompagnare questi percorsi molti ospiti, tra cui l’attrice Monica Guerritore, la scrittrice Nadia Terranova, il campione Marco Materazzi, il giornalista Michele Serra, il designer Barnaba Fornasetti, lo storico Carlo Ginzburg. Appuntamenti fissi della nuova stagione sono le letture dello scrittore Tommaso Soldini, i lavori dello Studio Hug, che traduce l’immaginario del tema di puntata con esperimenti visivi, e gli interventi musicali della DJ Yeelen.
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