PATTI CHIARI

Liti tra vicini: cittadini esausti e Comuni in difficoltà

Provocazioni, denunce e violenze: i conflitti di vicinato aumentano in Ticino. Le autorità faticano a intervenire e i costi legali salgono

  • Ieri, 22:30
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Vicini sgraditi

Patti chiari 08.05.2026, 20:40

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  • Francesca Calcagno e Lorenzo Pomari
Di: Francesca Calcagno, Lorenzo Pomari 

Sono in guerra, una guerra fatta di provocazioni, denunce e a volte anche di botte. Il motivo: abitano uno vicino all’altro. Succede sempre più spesso nella Svizzera italiana. I cittadini esasperati chiedono un intervento dell’autorità. Il Comune è il loro punto di riferimento ma... nicchia. E allora la rabbia sale e lievitano i costi legali.

Le storie che raccontiamo hanno un denominatore comune: nessuna soluzione all’orizzonte dopo anni di litigi e gli strascichi psicologici sono pesantissimi. Paranoia, rabbia, insonnia. I loro protagonisti esasperati hanno deciso di raccontare le loro vicende a Patti Chiari nella speranza che qualcuno li aiuti a sbloccare una situazione che è diventata una vera e propria ossessione.

Bioggio: un diritto di passo conteso

A Bioggio una decina di cittadini non riesce più a tornare a casa senza prendere bastonate per colpa di un diritto di passo mai davvero codificato. Il Comune non ha interesse a rendere la strada sterrata pubblica perché è fuori dalla zona edificabile e serve poche abitazioni. Il risultato? La polizia è già intervenuta una decina di volte, le denunce non si contano e c’è stata anche una condanna in primo grado.

Medeglia: l’acqua che invade la casa

Jocelyne vive a Medeglia, nel Comune di Monte Ceneri, da anni lotta contro la sua vicina che ha fatto dei lavori nel suo terreno: da allora fiumi d’acqua piovana invadono la sua abitazione. In un primo tempo il Comune l’ha definita una vertenza fra privati. La donna non si è data per vinta e ha commissionato una perizia geologica che ha attestato la pericolosità dell’intervento. Da più di un anno la vicina dovrebbe intervenire… ma non lo fa. E il Comune a questo punto dovrebbe agire d’ufficio.

Muralto: il caso del bar

A Muralto c’è una famiglia che gestisce un ritrovo pubblico e denuncia favoritismi da parte del Municipio, per una procedura edilizia quantomeno insolita concessa a un concorrente. Il Comune ha permesso il cambio di destinazione da negozio di alimentari a bar… con una semplice notifica. Il Consiglio di Stato adesso deve decidere se concedere la sanatoria. Un’opzione inaccettabile per i tre che si sentono ingannati.

Canobbio: molestata da un’anziana

Infine c’è una ragazza, Selene, che si interroga sulla presa a carico degli anziani che hanno dei comportamenti problematici: lei ha vissuto a Canobbio per anni con una signora che urlava, le apriva la posta e la… diffamava. Nell’ottobre 2020 la svolta: l’anziana viene condannata per ripetuta diffamazione, un mese di carcere sospeso, e viene sfrattata dal condominio. Ma l’incubo non finisce. Anzi.

Le autorità comunali interpellate, tranne quelle di Bioggio, hanno rifiutato interviste o fornito solo risposte scritte minimali, definendo spesso queste situazioni come “vertenze tra privati”, nonostante le evidenti responsabilità pubbliche emerse.

Gli esperti: serve più mediazione

Ma in queste situazioni quali sono i limiti delle autorità? Quando devono intervenire? In Ticino c’è margine per promuovere meglio la figura del mediatore? E ancora: c’è modo di ridurre i conflitti in un Cantone che da sempre viene definito litigioso? Ne abbiamo parlato con Simona Lepori, avvocatessa e mediatrice, con il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e con il presidente dell’Autorità regionale di protezione 15 di Bellinzona l’avvocato Matteo Delcò.

Prese di posizioni:

  • Presa di posizione - Comune di Monteceneri
  • Presa di posizione - Comune di Muralto

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