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Miele contraffatto

E’ uno dei prodotti più spesso oggetto di frodi alimentari. Viene diluito con sciroppo di zucchero. Un’inchiesta dimostra come prodotti adulterati superano i test delle autorità

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Miele contraffatto

Patti chiari 21.02.2026, 11:00

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Di: produzione RTS/À bon entendeur, ZDF 

E’ un prodotto amatissimo in Svizzera, ma non ne produciamo abbastanza. E quindi siamo costretti ad importarlo. Il miele però è anche uno dei prodotti più contraffatti a livello mondiale, e nonostante le autorità si diano da fare per fermare questi traffici, i mieli adulterati - spesso diluiti con banale sciroppo di zucchero - imperversano. Un’inchiesta sorprendente rivela quanto è facile ed economico procurarsi questo sciroppo, venduto da diverse aziende cinesi. E quanto è facile superare… i test anti-frode.

Il miele è un prodotto semplice e naturale: bastano fiori e api per fare il dolce nettare. Eppure, spesso, nelle confezioni di miele si nasconde la frode portata avanti da produttori senza scrupoli che, per aumentare i profitti, non esitano ad allungare il miele con sciroppi di zucchero a basso costo, spesso importati dall’Asia: una pratica totalmente illegale in Europa e in Svizzera.

L’ampiezza del fenomeno è emersa con forza nel 2021, quando una vasta operazione europea ha rivelato che quasi il 46% dei mieli importati analizzati in quell’occasione erano adulterati, principalmente con sciroppi provenienti dall’Asia.

Le analisi del miele e i risultati contraddittori
Dopo quell’operazione, nel 2024, la trasmissione della RTS dedicata ai consumatori A bon Entendeur aveva fatto testare da un laboratorio ufficiale diversi mieli svizzeri, che erano risultati tutti a norma. L’anno successivo, aveva fatto lo stesso il programma Kassensturz, basandosi però su una nuova tecnologia che analizzava il DNA. In quell’occasione l’esito era stato opposto: 17 mieli su 20 erano stati giudicati “non autentici”.Allora gli importatori svizzeri avevano contestato quest’ultimo risultato, sostenendo che il test del DNA non è riconosciuto dalle autorità né scientificamente affidabile per il miele. Di fronte a questi risultati contraddittori, i giornalisti della televisione pubblica tedesca ZDF hanno deciso di cambiare le regole del gioco.

Ribaltare la prospettiva: testare… i test del miele
L’idea degli autori dell’inchiesta è brillante: visti i risultati contraddittori delle analisi sul miele, meglio testare … le analisi stesse. Così i giornalisti hanno creato una società fittizia e con l’aiuto di un esperto del settore sotto copertura – il presidente dell’Associazione degli apicoltori europei Bernard Heuvel – si sono procurati dello sciroppo di zucchero dalla Cina.
Un’operazione fin qui non particolarmente difficile: è bastato rivolgersi a un’azienda cinese un po’ sospetta visto che vende sì miele ma… anche sciroppo di zucchero. E infatti i fornitori hanno presto precisato che il loro sciroppo è in grado di superare i test di laboratorio europei senza essere rilevato. “Il nostro miele europeo è in concorrenza con miele diluito con sciroppo industriale asiatico, a bassissimo costo. È difficile prevenire la frode.” ha affermato sconsolato Bernard Heuvel, il presidente dell’Associazione Produttori Europei di Miele.
Un altro “complice” a fin di bene - il professor Sascha Rohn, chimico alimentare dell’università di Berlino – si è messo poi a disposizione per aggiungere questo sciroppo al miele, in quantità diverse (10, 20,30 e fino al 50% del prodotto finale) creando così campioni di miele palesemente adulterato. Una volta miscelati a dovere, i campioni contraffatti sono stati inviati a laboratori ufficiali per vedere se sono in grado di smascherarli.

Il “falso miele” sotto esame
Il professor Rohn si era detto fiducioso: “Penso che le proporzioni elevate di sciroppo saranno identificate.” I campioni sono stati quindi inviati a due diversi laboratori tedeschi accreditati, gli stessi a cui si affidano le autorità e l’industria.

I risultati shock: la frode passa inosservata
I risultati sono stati a dir poco sconcertanti. Il laboratorio che ha effettuato l’analisi minima richiesta dalle normative europee e svizzere non ha individuato alcun difetto. Nemmeno il miele tagliato con il 50% di sciroppo è stato identificato come prodotto adulterato. Tutti i campioni sarebbero potuti finire legalmente sugli scaffali con la dicitura “miele” sull’etichetta.
Un altro laboratorio, utilizzando una tecnologia più sofisticata e costosa (la RNM, ovvero risonanza magnetica nucleare), ha fornito risultati solo leggermente migliori, ma comunque insufficienti: i mieli con il 10% e il 20% di sciroppo sono passati indenni. La frode è stata smascherata solo a partire da una concentrazione di sciroppo di zucchero del 30%.

Un sistema che lascia l’amaro in bocca
L’inchiesta dimostra una verità scomoda: i test ufficiali, anche quelli più avanzati, lasciano ampi margini di manovra ai truffatori. E lascia l’amaro in bocca non solo a consumatrici e consumatori, ma anche ai produttori onesti, costretti a competere con un mercato sleale e a basso costo.

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