Come ragiona un grande regista teatrale, quando vuole mettere in scena una grande opera di un grande autore? Perché vuole rappresentarla? Come renderla attuale visto che ha un trentennio sulle spalle, e come rendere accessibile la un’idea di teatro ancora mai vista sui palchi locali? Questo e altro racchiudono gli scritti del regista Giorgio Strehler, raccolti nel volume «L’opera da tre soldi» di Brecht. Riflessioni, note di regia, allestimenti, per Il Saggiatore. Si tratta di testi che documentano il lavoro artistico di Strehler durante l’allestimento della pièce di Bertolt Brecht in quattro diverse occasioni tra il 1956 e il 1986.
Ce ne parla la curatrice del volume Flavia Foradini, germanista, collaboratrice di Strehler e del suo Piccolo Teatro di Milano.
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