I rapporti di amicizia e di inimicizia (la leggendaria diatriba con il Bernini), la mancanza di nuove commissioni, il rogo – voluto! – delle proprie carte e dei propri disegni, la depressione, la malattia e la morte violenta. Francesco Borromini, uno dei massimi esponenti del Barocco italiano, originario di Bissone, al centro di una conferenza presso la Biblioteca Cantonale di Lugano e del poderoso volume Borromini ultimo atto. La casa, il suicidio l’eredità (Campisano editore, 2024) di Giuseppe Bonaccorso, professore in Storia dell’architettura presso l’Università di Camerino.
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