Un film comincia sempre con un’idea, una scintilla. Ma tra quell’intuizione iniziale e il film che vediamo sullo schermo c’è un percorso lungo e complesso, fatto di vincoli, scelte e lavoro collettivo. Carlo Cresto-Dina, produttore cinematografico che ha collaborato con Ermanno Olmi e Ken Loach, nel suo libro È un’impresa fare un film (Einaudi) racconta proprio questo processo, rimettendo al centro il ruolo del produttore e mettendo in discussione l’idea che il cinema sia il risultato di una visione individuale.
Una riflessione che è anche una presa di posizione: oggi i centri decisionali si stanno concentrando sempre di più, e questo riduce lo spazio per il rischio e la ricerca, impoverendo la produzione artistica.
Ad “Alphaville” ne abbiamo discusso proprio con Carlo Cresto-Dina, produttore tra gli altri di Alice Rohrwacher e Michela Pini, fondatrice e responsabile della casa di produzione svizzera Cineddokké.
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