La potenza delle immagini in movimento è ben nota sia a chi lavora nel cinema, sia a chi riempie le sale (o paga gli abbonamenti), ma desta anche l’attenzione dei politici. Così succede a Bollywood: l’industria del cinema indiano ha una dimensione che si evidenzia in più di 1 miliardo e mezzo di franchi mossi ogni anno (più di Hollywood), ed esportazioni in paesi vicini e lontani. Non quindi stupisce che abbia attirato l’interesse di Narendra Modi, primo ministro indiano dal 2014, e del suo partito politico nazionalista Bharatiya Janata, abbreviato in BJP. Avviene quindi che nei film di Bollywood entrino messaggi islamofobici e nazionalisti; ma d’altro canto anche il cinema entra nella politica: diversi attori si sono uniti al partito BJP, come Sunny Deol e Kirron Kher. Al contrario alcuni attori musulmani, nonostante la fama e il patrimonio elevato, ricevono critiche e minacce alle famiglie, come successo per esempio a Shah Rukh Khan. Vogliamo approfondire il ruolo di Bollywood nella propaganda di Modi, e lo facciamo grazie al nostro ospite: Franco La Cecla è antropologo, architetto, ma anche autore del saggio Indian Kiss. Viaggio sentimentale a Bollywood e oltre, con cui ha vinto il Premio per la letteratura di viaggio L’albatros – Città di Palestrina 2013. È stato spesso ospite di “Alphaville”, e per noi ha anche curato la serie L’antropologia del quotidiano.
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/703908


