Quando ad inizio marzo il Festival del libro di Parigi, in programma tra poche settimane al Grand Palais, ha annunciato l’inizio di un’importante collaborazione con Amazon, in Francia è scoppiata la polemica. Il Syndicat de la librairie française, l’associazione che rappresenta le librerie indipendenti è insorta e, al grido di «Amazon non è un amico del libro» ha obbligato festival e piattaforma a fare marcia indietro.
La questione è annosa: le piccole librerie indipendenti subiscono la concorrenza dei distributori online e faticano sempre più a sopravvivere. Il rischio è quello di perdere tutta una rete di presidi culturali e luoghi di incontro, così come il prezioso lavoro di mediazione dei librai.
Intanto però Amazon c’è ed incontra anche i favori di una fetta importante del pubblico: rapidità, capillarità e prezzi bassi sembrano darle un vantaggio decisivo. Partendo dal caso parigino, come può riorganizzarsi tutta la filiera del libro davanti ad un attore economico così dirompente?
Ad “Alphaville” ne abbiamo discusso con Chiara Valerio, scrittrice, giornalista, responsabile della narrativa italiana presso Marsilio e direttrice fino allo scorso dicembre di Più libri più liberi la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria e Giampaolo Colletti, giornalista, collaboratore de Il Sole 24 Ore e direttore del magazine di innovazione Startupitalia.
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