Il 24 febbraio 2022 la Russia invadeva l’Ucraina. Drammatico il bilancio sul piano delle vittime e dei danni materiali, ma anche su quello dell’economia. Dall’inflazione alla riduzione della crescita, dalle impennate dei prezzi di energia e altri beni all’inasprimento delle politiche monetarie: sempre più analisti dichiarano che, seppur non siamo in una Terza guerra mondiale, già siamo entrati in “un’economia di guerra”. D’altra parte, la dimensione economica non è solo una conseguenza della guerra, ma ne rappresenta sempre una delle cause principali.
A 4 anni dall’inizio del conflitto russo-ucraino, ci interroghiamo con due economisti - Sergio Rossi, titolare della Cattedra di macroeconomia ed economia monetaria dell’Università di Friburgo e Stefano Lucarelli, professore di politica economica presso l’Università di Bergamo, su quali politiche e storture finanziarie abbiano favorito i conflitti e le grandi tensioni internazionali della contemporaneità. E su quali siano le condizioni economiche necessarie per la pace.
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