Il corpo vestito e ritratto nei libri dedicati ai costumi dei popoli del mondo tra XVI e XVIII secolo diventa una superficie simbolica che racconta la prima globalizzazione, segnata dalla circolazione di persone e saperi. Un modo per definire gerarchie e identità. Ne parla il libro “Vestire il mondo. Una storia globale di abiti, corpi, immaginari”, pubblicato da “il Mulino” e scritto dalla storica Giulia Calvi, che abbiamo intervistato.
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