Ridotto Nazionale Svizzero
Alphaville

Ridotto sotto accusa?

Nuove ricerche storiche sulla Svizzera nella Seconda Guerra mondiale

  • Oggi
  • 27 min
  • Francesca Rodesino
  • Imago Images
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La Alpi come una fortezza inespugnabile nella quale ripiegare per difendere l’indipendenza del paese: è l’idea del ridotto nazionale, caposaldo della strategia militare svizzera durante la Seconda Guerra mondiale. La ricerca storica degli ultimi decenni ha ridimensionato l’importanza militare del ridotto, individuando negli stretti rapporti economici della confederazione con i suoi vicini la principale ragione del rispetto della sua neutralità. Ma ancor più che un dispositivo militare, il ridotto nazionale è diventato durante e dopo la guerra un simbolo identitario, un vero e proprio mito fondativo moderno di una Svizzera piccola ma fiera, pronta a resistere “fino all’ultimo” alle aggressioni.

Nelle scorse settimane una serie di articoli sul settimanale zurighese “Wochenzeitung” ha gettato una nuova luce molto critica sulla strategia del ridotto ed in particolare sul destino che questa avrebbe riservato ai più di tre milioni di abitanti dell’Altipiano, di fatto lasciati indifesi dall’esercito. Qualche giorno fa la “NZZ” ha replicato citando la mancanza di alternative praticabili e l’impossibilità di mettere in sicurezza l’intera popolazione.

Ad “Alphaville” con gli storici Maurizio Binaghi e Marino Viganò siamo partiti da questi nuovi spunti storiografici per interrogarci su cosa sia stato davvero il ridotto nazionale e come esercito e politica abbiano concepito la difesa della Svizzera nel secondo conflitto mondiale.

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