Era il 1963 quando Antonio Cederna scriveva: “Il grado di civiltà urbanistica di un paese può essere illustrato anche solo da quanto esso fa per la gioventù, per offrire a bambini e ragazzi, nella vita di città, le migliori condizioni per il gioco, lo svago e le attività del tempo libero”. Archeologo, giornalista e intellettuale, Antonio Cederna (scomparso nel 1996) si è impegnato per tutta la vita per la tutela dell’ambiente e dei beni culturali italiani. Ma forse una delle cose che sono meno conosciute, è che nel suo percorso, Cederna ha promosso l’uso dello spazio pubblico come luogo di libertà e di incontro. Questo suo impegno emerge ora nel libro da poco uscito per Donzelli intitolato Nella polvere e negli sputi. Crescere nell’Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi, curato dal figlio Giulio, in cui sono raccolti una trentina di articoli di Antonio Cederna tra esplorazioni e domeniche passate a scarrozzare i figli. Partiamo da qui con Giulio Cederna, giornalista, scrittore e ricercatore e Tiziano Schürch, architetto specializzato in progetti tra architettura e urbanistici.
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