Bancarotta idrica
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Siamo in bancarotta idrica

Il mondo entra un’era di scarsità di acqua e danni irreparabili

  • Oggi
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  • Francesca Rodesino
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Siamo entrati nell’era della bancarotta idrica: nel mondo il consumo/dispendio d’acqua dolce ha superato le sue possibilità di rigenerazioni naturale, con danni ormai irreparabili. Ad affermarlo è un nuovo rapporto delle Nazioni Unite, pubblicato lo scorso 20 gennaio dall’Istituto per l’acqua, l’ambiente e la salute dell’UNU diretto dal prof. Kaveh Madani (insignito dello Stokholm Water Prize, il “Nobel” per l’acqua). Già oggi tre quarti della popolazione mondiale vive in Paesi dove l’acqua è scarsa e 2,2 miliardi di persone non hanno accesso sicuro all’acqua potabile.

Una metafora economica, quella della “bancarotta”, criticata come riduttiva da una parte della comunità scientifica ma efficace, che ci costringe a guardare in faccia la realtà e riconsiderare l’acqua come un bene comune e un diritto a cui tutte e tutti dovremmo poter accedere. Dall’innovazione tecnologica delle fonti idriche non convenzionali al calcolo dell’impronta dell’acqua effettivamente consumata per i beni – dagli avocado ai jeans, che acquistiamo nel supermercato all’impegno contro le diseguaglianze di genere (tema della campagna 2026 della Giornata internazionale dell’acqua), quali le risposte possibili nell’era della bancarotta idrica?

Lo abbiamo chiesto a Francesca Greco, esperta di politiche idriche internazionali, ricercatrice presso il King’s College di Londra ed autrice de In difesa dell’acqua. Il bluewashing e l’inganno della sostenibilità idrica (Intermezzi editore, 2025) e Guido Rianna, direttore della divisione “sistemi suolo acqua” della Fondazione CMCC – il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.

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