Ad ogni ondata di calore estivo, l’annuncio torna puntuale: le centrali nucleari devono ridurre la loro attività per non surriscaldare i fiumi che le raffreddano. Il 26 giugno Axpo ha spento i due reattori di Beznau in Argovia, mentre negli scorsi giorni la Francia ha annunciato lo spegnimento di tre centrali e l’attività ridotta in altre sette. Per quali ragioni la produzione di energia nucleare è così dipendente dall’acqua dei fiumi? Quali sono le conseguenze energetiche di questi “spegnimenti” estivi, anche alla luce delle ricerche sulle centrali nucleari di “nuova generazione”?
Ad “Alphaville” ne parliamo con Massimiliano Capezzali, professore all’Istituto delle energie presso l’Alta scuola di ingegneria e gestione del Canton Vaud.
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