La BBC, la più antica e più grande emittente pubblica al mondo, sia per struttura che per numero di dipendenti, è di fronte a una svolta. Il nuovo direttore generale appena nominato è Matt Brittin, manager 57enne ed ex dirigente di Google. Una figura che proviene dal mondo del business digitale ed estraneo - a differenza dei suoi ultimi predecessori - a esperienze giornalistiche. Cinque mesi fa l’ex direttore Tim Davie, si era dimesso dopo lo scandalo scoppiato per un montaggio di un discorso del presidente di Donald Trump trasmesso in un documentario andato in onda poco prima delle elezioni presidenziali 2024. Alcuni estratti, che risalivano al 6 gennaio 2021, erano stati montati in modo tale che Trump sembrasse esortare esplicitamente i suoi sostenitori ad assaltare il Campidoglio a Washington. Ora con l’arrivo di Matt Brittin, siamo di fronte a un nuovo passo verso il discredito del giornalismo?
Ad “Alphaville” ci siamo confrontati con Francesca Coin, sociologa e scrittrice, si occupa di lavoro e diseguaglianze sociali. Insegna all’Università di Parma. Scrive su Internazionale e su Il Manifesto. Per Einaudi ha pubblicato Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita e con Massimiliano Panarari, professore di Sociologia della comunicazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia e delegato della Rettrice alla comunicazione istituzionale. Il suo ultimo libro, scritto con Guido Gili è edito da Marsilio e si intitola La credibilità politica. Radici, forme, prospettive di un concetto inattuale.
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