Andrea Piccioni

di Sergio Albertoni e Valerio Corzani

Il nostro ospite di oggi è un percussionista romano, ma in realtà la definizione non è per nulla precisa. Considerato tra i massimi esponenti dell'arte dei tamburi a cornice, Andrea Piccioni ha rielaborato a suo modo il linguaggio del tamburello attraverso un lungo percorso formativo al fianco di grandi maestri europei, persiani, turchi, indiani e Statunitensi, sviluppando nel tempo una straordinaria capacità di muoversi attraverso i generi e gli stili musicali. Molto attivo a sua volta sul fronte didattico, ha collaborato con gruppi del nuovo folk italiano come i Nidi d’Arac, gli Unavantaluna o gli Indaco, e con artisti importanti come Lucilla Galeazzi, Paul McCandless, Gabriele Coen e Bobby McFerrin, per non citarne che alcuni. I suoi tamburi a cornice risuonano a meraviglia anche nell’ambito della musica antica, come dimostrano le sue collaborazioni con gruppi specialistici come l’ensemble Enchiriadis, Les Haulz et les Bas o l’Orlando Di Lasso Ensemble. Ha partecipato nel 2008 alla produzione teatrale “Edipo e la Pizia”, per la regia di Lucia Poli, e nel 2010 è entrato a far parte dello spettacolo di teatro, danza e musica „Engel der Verzweiflung“ di Joachim Schloemer, con cui si è esibito nei principale teatri Europei. Piccioni è autore del primo manuale didattico per tamburello, e collabora come endorser con la ditta statunitense Cooperman Drums, con cui ha recentemente realizzato un innovativo tamburello ed un modello di tammorra, entrambi con membrana sintetica. È inoltre presidente dell'associazione per lo sviluppo e la diffusione dei tamburi a cornice “Fame drums Italia”, che organizza un festival annuale nelle Marche. Oggi, tra le altre cose, ci parlerà in particolare di un progetto recente che ruota intorno ad un fenomenale quartetto di tamburellisti completato da Glen Velez, Zohar Fresco e Murat Coskun.