Claudio Filippini

di Sergio Albertoni e Valerio Corzani

Il nostro ospite di oggi è un pianista abruzzese, che molti riconoscono come uno dei talenti più cristallini della sua generazione. Classe 1982, Claudio Filippini comincia a studiare pianoforte a partire dai sette anni e si iscrive al corso Jazz dell’Accademia Musicale di Pescara, dove consegue il diploma quinquennale con lode. Si perfeziona poi frequentando maestri illustri come Kenny Barron, Bobby Durham, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea e altri, e nel 2004 si diploma in pianoforte al Conservatorio di Fermo. Tra le numerosissime collaborazioni di Claudio Filippini ricordiamo quelle con Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Roberto Gatto, Wynton Marsalis, Mario Biondi, Maria Pia De Vito. “Filippismo” è il suo soprannome ma è anche il titolo del suo album più recente, il diciassettesimo che firma da leader, del quale ci parlerà ampiamente. Un lavoro per il quale Filippini abbandona i panni del pianista jazz “classico”, mettendosi in gioco come producer e riaffermando il suo spiccato interesse per i diversi linguaggi musicali, che lo ispira in un gioco funambolico e a suo modo sempre equilibrato tra sorprendenti suggestioni timbriche e audaci riferimenti stilistici.