Luca Venitucci

di Sergio Albertoni e Valerio Corzani

Fisarmonicista, polistrumentista e cantante, il nostro ospite di oggi è decisamente un improvvisatore di razza. Luca Venitucci comincia da autodidatta a dodici anni, e si forma poi presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma. La sua attività musicale abbraccia diversi strumenti (pianoforte, fisarmonica acustica e amplificata, sintetizzatore, oggetti amplificati, dispositivi elettronici, voce) e diversi mezzi espressivi (improvvisazione libera e preorganizzata, esecuzione, composizione), ed è incentrata sulla ricerca di una autenticità espressiva nel lavoro su molteplici stili e approcci. Negli anni novanta collabora con artisti come Mike Cooper, Peter Kowald, Otomo Yoshihide, Axel Dorner, John Butcher, Merzbow, Michiko Hirayama, Fernando Grillo, Giancarlo Schiaffini e molti altri. Partecipa inoltre a progetti di Bruno Tommaso, Jon Rose, Boris Kovac, Giorgio Battistelli e Luigi Cinque, e nel 1995 è co-fondatore del gruppo Ossatura, con il quale sviluppa una concezione improvvisativa incentrata sul trattamento elettroacustico del suono e sull’uso estensivo di fonti sonore non convenzionali e dispositivi elettronici. Nel 2002 ha partecipato in veste di arrangiatore e strumentista al progetto “Metal Machine Music”, riarrangiamento dell’omonima composizione di Lou Reed per l’ensemble Zeitkratzer, eseguito in concerto con la partecipazione dello stesso Lou Reed a Berlino e a Venezia. Come spesso ci accade con i nostri ospiti, sarà difficile riuscire ad attraversare la sua parabola artistica in modo esaustivo, ma è comunque un’ottima occasione per conoscerlo meglio.