Simone Alessandrini

di Sergio Albertoni e Valerio Corzani

Il nostro ospite di oggi è uno dei musicisti più attivi della nuova generazione del jazz italiano. Simone Alessandrini comincia a studiare il sax contralto all’età di dieci anni, e dopo il diploma conseguito presso il Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina si perfeziona con Max Ionata, Emanuele Cisi e Stefano Di Battista, tra gli altri. Collabora poi con numerosi artisti, da Rita Marcotulli a Roberto Gatto, da Fabrizio Bosso a Tosca e Paolo Damiani, per non citarne che alcuni. Ha partecipato a colonne sonore per vari film e spettacoli teatrali e da tempo, ormai, è impegnato in un’intensa attività didattica, ma ciò che oggi ci interessa prima di tutto è la sua più recente fatica discografica, ovvero il secondo album realizzato con il suo originalissimo trio Storytellers. Mania Hotel è un concept album interamente dedicato al tema della follia, in cui Simone ha raccolto cinque storie realmente accadute, alcune già note e altre che ha vissuto personalmente: la storia di Marina Luz, la bambina abbandonata nella giungla e cresciuta dalle scimmie, il Dr. Semmelweis “il salvatore delle madri”, il lamento d’amore di Attilio, la vicenda delle “libertine, snaturate, irose” rinchiuse nei manicomi durante il ventennio fascista e, infine, un giorno di ordinaria follia in un bar. Storie accadute in epoche diverse ma che hanno in comune la fragilità dell’identità dell’essere umano e di come questa possa essere cancellata dalla società stessa.