Vera Di Lecce

di Sergio Albertoni e Valerio Corzani

Tra le rubriche che punteggiano ogni settimana i nostri babilonici percorsi d’ascolto ce n’è una che sembra pensata su misura per la nostra ospite di oggi: “Meglio soli”. Sì, perché la giovane cantautrice pugliese Vera di Lecce ha scelto di lasciare un gruppo già affermato nell’ambito della world music italiana, i Nidi d’Arac, per misurare il suo talento in un intenso dialogo con sé stessa, con la sua chitarra e con una serie di diavolerie elettroniche. È nato così un progetto audace, d’intelligente ricerca e nel contempo d’immediato impatto, in grado di affascinare un pubblico ampio e variegato. Un lavoro discografico registrato a Berlino, il suo “29 seconds”, che arricchirà i nostri eclettici itinerari sonori e che è anche il frutto prelibato di un’importante serie di esperienze: dai già citati Nidi d’Arac agli Afterhours, dagli Arakne Mediterranea alla collaborazione con Roberto Angelini, che ha dato vita ad una serie di spettacoli tra musica, teatro e improvvisazione.

Cinque anni dopo la sua prima apparizione sulla nostra arca radiofonica, Vera torna oggi a trovarci per un corposo aggiornamento sulla sua intrigante parabola creativa.