Le ispirazioni per grandi brani jazzistici arrivano dai luoghi più improbabili. Ad esempio, Duke Ellington e Billy Strayhorn si ispirarono al frastuono del treno per un pezzo epocale come Take the “A” Train che ascoltiamo oggi in una nuova veste che rende giustizia a tutta la frenesia urbana dell’originale grazie all’Italian Instabile Orchestra nel nuovo lavoro discografico dedicato a Ellington.
Anche un’altra formazione si ispira al passato, in particolare all’era dell’Hard Bop. Si tratta di musicisti svizzeri, austriaci e del Lichtenstein che suonano sotto il nome di Heart bop Conspiracy e che hanno pubblicato da poco due singoli; il secondo di questi è intitolato Rollin Dolphins. Delfini danzanti che rimandano in qualche modo ad un altro storico brano ispirato ai delfini di Herbie Hancock.
Ma oltre a treni e mammiferi marini, c’è chi si ispira a celebri o curiose lettere per scrivere musica. È questo il caso del pianista italiano Vittorio Solimene che ha pubblicato recentemente il disco Letter to, in cui ogni composizione è influenzata emotivamente da una lettera. Chi è l’autore di queste lettere? A chi erano destinate? Lo scopriremo nell’intervista che abbiamo realizzato proprio a Vittorio Solimene.
A completare la puntata di “Bourbon Street”, magari anche un pesce d’aprile…
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