4 filosofi a Liverpool

di Michela Daghini

Filosofia dei Beatles

Si preparavano gli anni dell’immaginazione al potere, e quattro ragazzi di una piccola città inglese da poco uscita dalla guerra stavano avviando un processo rivoluzionario senza precedenti. Tutto era destinato a cambiare, nulla sarebbe stato più come prima. Con sonorità innovative di sapore pop e sullo sfondo di una produzione artistica per certi versi stanca, i Beatles stavano cambiando per sempre non solo la musica ma anche i costumi e la visione di intere generazioni. Ma cosa aveva veramente supportato la straordinaria potenza eversiva di quel fenomeno musicale ma soprattutto culturale e sociale? Nel suo libro "La filosofia dei Beatles", edito da Mimesis, il filosofo-jazzista Massimo Donà ha intrapreso un viaggio in quel mondo di testi, musiche, provocazioni e rivoluzioni che ha contribuito a creare una vera e propria filosofia dei Beatles. Un fenomeno che secondo l’autore "non fu meno dirompente dell’avvento, nei primi decenni del Ventesimo secolo, delle correnti dadaiste, surrealiste, cubiste e futuriste nel campo delle arti visive, o delle innovazioni introdotte da Schoenberg, Stravinsky, Bartok e Satie nel mondo della musica colta".

 

Massimo Donà, filosofo e musicista jazz, è docente ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Collabora con il settimanale “l’Espresso”. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo, per Mimesis, "La filosofia di Miles Davis" , "In principio", "L'angelo musicante. Caravaggio e la musica" e "Abitare la soglia. Cinema e filosofia", mentre per Bompiani, tra gli altri, "Di un'ingannevole bellezza. Le «cose» dell'arte", "Filosofia dell'errore. Le forme dell'inciampo", "Arte e filosofia" e "Il famoso Filosofia del vino", uscito in innumerevoli edizioni. Come musicista jazz, ha al suo attivo sette cd.