Devozione e politica nell’età contemporanea

di Brigitte Schwarz

Le manifestazioni religiose legate alla devozione popolare costituiscono uno degli indicatori più significativi della contemporaneità, spie illuminanti dei mutamenti cui è soggetta. Recentemente si è osservato un ritorno all’uso politico dei culti ad opera di diversi leader populisti, da Bolsonaro a Orbán, da Le Pen a Salvini, che collegano l'ostentazione di simboli religiosi depositati da secoli nella memoria cristiana al successo di una risposta nazional-identitaria alla crisi della globalizzazione. In un mondo percepito come sospeso tra secolarizzazione e fondamentalismo religioso, anche la Chiesa rilancia la pietà popolare. Il libro dello storico Daniele Menozzi "Il potere delle devozioni. Pietà popolare e uso politico dei culti in epoca contemporanea" pubblicato da Carocci ripercorre la connotazione politica delle forme di pietà più diffuse tra metà Ottocento e metà Novecento. Ne parliamo con l’autore, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa e con il biblista Piero Stefani, docente alla Facoltà di teologia di Lugano.