Inferni medievali

di Brigitte Schwarz

Svolte teologiche e trasformazioni culturali hanno calato definitivamente il sipario sulle immagini dolorose associate all’Aldilà. Eppure, sino alle soglie della contemporaneità. l’inferno aveva efficacemente assolto la sua funzione generatrice di angosce. Dall’Oltretomba pagano e luogo di pena per le anime dei peccatori secondo la concezione cristiana, al Medioevo quando l’inferno inizia ad apparire come luogo di supplizi e di dannazione eterna, al Rinascimento in cui le immagini dell’Aldilà iniziano a trascendere l’ambito strettamente religioso per orientare la società dei vivi, sino alla Controriforma che diede il colpo di grazia alle rappresentazioni visuali dell’Inferno non conformi alla Scrittura, alla tradizione e al decoro della Chiesa. Un percorso affascinante ricostruito dallo storico Andrea Gamberini, professore ordinario di storia medievale all'Università degli Studi di Milano nel suo ultimo libro “Inferni medievali. Dipingere il mondo dei morti per orientare la società dei vivi” pubblicato da Viella.