Leggere Montaigne

Conversazione con Nicola Panichi, di Letizia Bolzani

"Questo, o lettore, è un libro sincero". Cominciano così, rivolgendosi a chi li leggerà, i "Saggi" di Michel de Montaigne, usciti in prima edizione nel 1580. Un incipit che, oltre a catturare anche il lettore di oggi, illumina da subito due idee fondamentali per il grande filosofo francese: quella dell'"alterità" (cos’è il lettore, se non la prima figura dell’alterità?), e quella della “sincerità”, della trasparenza comunicativa, che però implica sempre una cooperazione del lettore alla costruzione del senso. Idee attuali, riprese da filosofi ben successivi al sedicesimo secolo, ma che Montaigne già vedeva con una chiarezza e una perspicacia impressionanti. Al Festival Filosofia di Modena-Carpi-Sassuolo, di cui si è appena tenuta l’edizione 2021, dedicata al tema della “libertà”, la filosofa Nicola Panichi, tra le massime esperte di Montaigne e professoressa di Storia della filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha tenuto una lezione magistrale sugli Essais. Con lei faremo un piccolo percorso tra quelle pagine così vive ancor oggi.