Vedo cose meravigliose

La Stele di Rosetta e la Tomba di Tutankhamon, di Claudio Visentin

La tomba del giovane faraone Tutankhamon è forse la più importante scoperta archeologica del XX secolo. Cent’anni fa, il 26 novembre del 1922, l’archeologo Howard Carter entrò nell’unica tomba di un faraone giunta intatta sino a noi e vi trovò un imponente corredo funebre di migliaia di pezzi, tutto quello che poteva servire al faraone nella sua nuova vita divina, a cominciare dalla celebre maschera, divenuta un’icona della civiltà egiziana. Per questo, dal nostro punto di vista, la tomba di Tutankhamon è una macchina del tempo che ci consente di ricostruire la vita quotidiana nell’antico Egitto.

Dietro questo importante anniversario, che sarà celebrato con l’inaugurazione del Grande Museo Egizio di Giza, vicino alle piramidi, se ne intravede un altro. Duecento anni fa, nel 1822, uno studioso di Grenoble, Jean-Francois Champollion, riuscì per la prima volta a tradurre i geroglifici scolpiti sulla Stele di Rosetta, grazie al confronto tra diverse versioni dello stesso testo.

La tomba di Tutankhamon e la Stele di Rosetta rivivono nel racconto del prof. Antonio Loprieno.