di Marco Pagani

Cyberwar e Infowar

di Marco Pagani

Cyberwar e Infowar (iStock)

Cyberwar e Infowar

di Marco Pagani

Le elezioni europee del maggio prossimo saranno una battaglia politica, tra partiti e candidati, ma anche una battaglia cibernetica, tra hacker e soggetti vari interessati a influenzare il risultato elettorale. Manipolazione del consenso, uso strumentale delle notizie, falsificazione, discredito dell’avversario sono ormai strumenti dell’arsenale di tecnici utilizzati per favorire o affossare il tale candidato o il tale movimento, oltre che dei candidati veri e propri. Il campo di battaglia? Internet, naturalmente. E suona giusto un tantino ironico che proprio nei giorni scorsi si sia celebrato il 30mo anniversario dalla nascita del Web.

Cyberwar e Infowar sono termini entrati ormai nell’uso, se non proprio quotidiano, almeno comune. Nuovi modi di fronteggiarsi e combattere una battaglia vecchia come l’uomo, per il dominio delle persone e delle cose. Un nuovo strato, un layer che si aggiunge e si sovrappone agli altri, e che complica non poco la nostra già complessa realtà.

Marco Pagani ne ha parlato con Gian Piero Siroli, coordinatore della sicurezza del CMS (un progetto internazionale di ricerca che ha base al CERN di Ginevra), che da oltre 20 anni si occupa di cyberwarfare. Il secondo ospite, per un approccio più geopolitico e sociologico, è il filosofo e saggista Gino Roncaglia, tra i primi a comprendere le potenzialità culturali e le sfide della Rete.

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