In un’epoca dominata dalla comunicazione digitale, il dibattito pubblico è sempre più intriso di riferimenti religiosi, spesso usati in modo improprio. Alessandro Robecchi ha evidenziato come figure politiche di spicco, da Trump a esponenti del Pentagono, strumentalizzino la fede per giustificare azioni e politiche, arrivando a citare erroneamente testi sacri. Questa “banalizzazione” del sacro, che si manifesta anche sui social media, rischia di svuotare di significato la spiritualità autentica, trasformandola in uno scudo per interessi terreni e, talvolta, per giustificare ingiustizie e conflitti.
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