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“Un attacco al Papa è un attacco alla Chiesa”

James Martin, padre gesuita e autore di molti studi sul cattolicesimo statunitense, analizza il dissidio tra Donald Trump e Papa Leone

  • Un'ora fa
Donald Trump e Papa Leo XIV
03:44

Scontro Trump-Papa Leone XIV: quali conseguenze?

SEIDISERA 16.04.2026, 18:00

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Andrea Vosti 

Lo scontro a distanza tra Donald Trump e Papa Leone non ha lasciato indifferente un attento osservatore e autore come Padre James Martin, tra i più noti gesuiti statunitensi, che nei giorni scorsi ha definito gli attacchi del presidente degli Stati Uniti al Pontefice come “meschini e non cristiani”.

“Prima di tutto perché si è trattato di attacchi personali e poi perché Trump ha fatto passare il Papa per un sindaco o un governatore”, ha affermato a SEIDISERA. “Affermare che il Papa è debole contro la criminalità è un’accusa senza senso. È dai tempi di Carlo Magno che il Vaticano ha a che fare con leader politici e militari. Quindi il Papa sa benissimo cosa sta facendo. La sua prospettiva è quella del Vangelo e nel Vangelo Gesù ci chiede di essere operatori di pace. Ed è precisamente quanto il Papa sta facendo con i suoi appelli alla pace. Trump poteva limitarsi a dire di non essere d’accordo con il Santo Padre, pur rispettandolo, ma non è quello che ha fatto. Il suo è stato un attacco personale e squilibrato contro il Papa”.

È ancora possibile una riconciliazione?

“La mia impressione è che Leone sia aperto al dialogo con gli Stati Uniti e che la porta del dialogo non è stata chiusa. Il Papa è una persona senza pregiudizi, ha una personalità molto gentile e amichevole. Non escludo che un giorno possa anche decidere di incontrare il presidente”, risponde Padre Martin.

Papa Leone non ha mai smesso di incoraggiare le persone a lavorare per la pace

Padre James Martin, gesuita

Donald Trump ha più volte detto che questa guerra è necessaria per portare poi la pace in tutto il Medio Oriente. Questa spiegazione rende la guerra contro l’Iran più accettabile per i cattolici statunitensi? “Questo ci riporta al concetto di ‘guerra giusta’, ma io preferisco ricordare quello che aveva detto Papa Giovanni Paolo II, ovvero che la guerra è sempre una sconfitta per l’umanità”, precisa Padre James Martin. “Ed è ciò che questo Papa sta dicendo, con il pensiero rivolto in particolare ai poveri, a coloro che sono in prima linea, alle vittime della violenza: è un appello alla pace che Papa Leone ripete in modo instancabile, basandosi sull’insegnamento di Gesù. Ricordo che dopo la resurrezione, Gesù ha portato ai suoi discepoli un messaggio di pace, non di vendetta. Ecco, Papa Leone non ha mai smesso di incoraggiare le persone a lavorare per la pace”.

Negli Stati Uniti vivono 75 milioni di cattolici e Padre Martin, autore di molti studi sul cattolicesimo statunitense, offre un quadro dei loro sentimenti attuali: “Tutti i cattolici con cui ho parlato in questi giorni, dai progressisti ai più tradizionalisti, erano inorriditi. Il Papa è il rappresentante di tutta la Chiesa. Pertanto un attacco al Papa è un attacco alla Chiesa”.

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