Virgilio: la luce della ragione umana

di Sonja Riva

Agli occhi di Dante, il Virgilio storico è insieme poeta e guida, e sarà lui, a soccorrere Dante, che si è perduto smarrendo la retta via, nel labirinto della selva oscura, sperimentando l’angoscia dello sperdimento e della morte. Virgilio è la luce che illuminerà il cammino del poeta, attraverso la voragine dell’inferno, il monte del Purgatorio, fino al Paradiso terrestre, dove a sostituirlo sarà Beatrice. E’ l’allegoria della ragione umana che porta al giusto ordine terreno. Colui che già nel mondo classico, era considerato il massimo autore latino, che tutto sapeva. Maestro di stile e di lingua poetica. La sua elezione a guida nel viaggio attraverso l’inferno, ha un significato simbolico e insieme letterario e contestualizza anche l’aspetto religioso e morale del poema dantesco. Dante lo presenta come: “Quel savio gentil che tutto seppe”. Virgilio è il padre dell’Eneide, colui che illustra a Dante il cosmo e dipana le questioni teologiche più spinose, ammonendo ed esortando Dante, e anche rimproverandolo, come una figura paterna. E’ il cantore dell’impero e di Roma e anche per questo è saggio e portatore di giustizia e di pietas. Dante è un grande estimatore di Virgilio e sin da giovane ne studia la figura e soprattutto l’Eneide Ad illustrarci Virgilio e il suo legame con Dante nella Commedia, sono, Sebastiana Nobili, docente di letteratura italiana all’università di Bologna nella sede di Ravenna, Simone Albonico professore di letteratura e filologia italiana all’università di Losanna, Bianca Garavelli scrittrice e studiosa di Dante e Davide Benetti, musicista dell’Ensemble vocale basilese Voces Suaves, che alla Divina Commedia di Dante ha dedicato “Nel bel mezzo della vita”.