Milano Musica 2022, foto tratta dal sito del Festival
La Recensione

Il 32° Festival Milano Musica – "Azioni fuggitive"

di Franco Fabbri

  • ©Studio Hänninen
  • 27.4.2023
  • 21 min
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  • Musica

Dal 5 maggio al 10 giugno si svolge a Milano il Festival Milano Musica, giunto alla trentaduesima edizione, con concerti sinfonici e cameristici, musica elettronica e video, dodici prime esecuzioni assolute e sedici prime in Italia, incluse due commissioni e due co-commissioni di Milano Musica, in otto sedi diverse nella città. Il titolo di questa edizione, ispirato a un lavoro di Mauricio Kagel, è “Azioni fuggitive”. Nella sua lunga storia, Milano Musica ha alternato edizioni monografiche, dedicate ai nomi più illustri della musica contemporanea, a rassegne panoramiche come quella di quest’anno. Vale la pena di ricordare ancora che Milano Musica nacque per iniziativa di Luciana Pestalozza, sorella di Claudio Abbado, dopo l’esaurimento di una rassegna pionieristica come Musica nel nostro tempo, che era nata con il sostegno e la collaborazione di musicisti e intellettuali come Maurizio Pollini, Claudio Abbado e altri, con l’obiettivo di portare all’attenzione del pubblico non solo milanese la musica contemporanea, al tempo negletta dalla maggior parte delle istituzioni. Fu, soprattutto nei primi anni, un successo clamoroso, che attirò l’attenzione di tutta l’Europa, e da cui discesero anche rassegne come Settembre Musica e Mi-To. Luciana, che aveva sostenuto l’organizzazione con incredibile energia, proseguì quasi da sola (e poi con l’aiuto di Cecilia Balestra, l’attuale direttrice), con la “sua” Milano Musica. Anche per questo il primo concerto alla Scala di quest’anno, il 7 maggio, è dedicato alla memoria di Luciana e di Claudio Abbado.

Diversamente dalla ormai lontana Musica nel nostro tempo, il cui intento divulgativo allineava classici della musica del Novecento, dalla prima sonata per pianoforte di Berg a Gruppen di Stockhausen, qui l’accento è sulle prime esecuzioni, e sulla documentazione del lavoro di compositori per lo più viventi (con qualche eccezione, come Maderna, Kagel e Ligeti) e quindi la denominazione di Festival assume un senso preciso. Sono presenti nel programma autori di molte generazioni, dalla Gubajdulina ad Aperghis a Sciarrino, da Battistelli a Hosokawa a Benjamin, fino a un certo numero di quarantenni, che nessuno ora chiama più “giovani compositori”. Fra le numerose offerte si segnala il primo concerto del 5 maggio, al Pirelli Hangar Bicocca, con tre composizioni per quattro quartetti d’archi, e una ricreazione in forma di concerto di "Der Kaiser von Atlantis oder Die Tod-Verweigerung" di Viktor Ullmann, su libretto di Petr Kien, il Singspiel composto nella prigione-ghetto di Terezin nel 1943-44 (sarà al Conservatorio il 10 giugno, a conclusione del festival).

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