Tre celebri strumentisti, il cornista Alessio Allegrini, il violinista Marco Rizzi e il pianista Benedetto Lupo: riuniti per la prima volta in un trio che, per forza di cose, non può che avere vita effimera, data la scarsità di un repertorio dove il Trio op. 40 in Mi bemolle maggiore di Johannes Brahms svetta come una cattedrale in un semi-deserto. Infatti, a parte Gyorgy Ligeti (che proprio a Brahms ha dedicato un affascinante trio intitolato programmaticamente Hommage à Brahms) e qualche altro autore contemporaneo, fra cui i più noti sono forse Lennox Berkeley, Charles Wuorinen, Michael Finnissy, in epoca classica e romantica i Trii per corno si contano sulle dita di una o due mani.
Ieri sera i tre hanno debuttato in questa formazione a Bologna, all’Auditorium Manzoni per la stagione di Musica Insieme.
Il programma, incardinato sulla figura del grande amburghese, era corposo e ben congegnato quanto a varietà e rimandi fra i brani: i 4 pezzi Op. 119 di Brahms, seguiti dall’Hommage di Ligeti, quindi la Ciaccona dalla Sonata per violino solo di Béla Bartók per chiudere, fatalmente, con il Trio di Brahms. Un successo annunciato, che il pubblico ha accolto fragorosamente.
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